Digitalizzazione e impresa: nel 2020 una forte accelerata, ma non ovunque allo stesso modo
- Klan.IT Bianchessi
- 18 mar 2021
- Tempo di lettura: 4 min
Il 2020 ha portato con sé complessità, cambiamenti e difficoltà, ma non tutto ha avuto un impatto esclusivamente negativo. Un esempio? La spinta alla digitalizzazione dovuta alla situazione di emergenza sanitaria in corso, che ha costretto molti a nuovi modelli per la vita sociale, la cultura, ma anche e soprattutto per il lavoro. La pandemia, infatti, ha svolto il ruolo di accelerante per il processo di digitalizzazione delle imprese che, già da alcuni anni, stavano iniziando ad investire in tecnologia e soluzioni digitali. La situazione in Italia, però, è molto eterogenea e durante questo anno è emersa una verità che già si sospettava, ovvero che ancora in molti non sono pronti ad un cambiamento radicale in chiave digitale.
La percezione di una generale acerbità, soprattutto nelle realtà di minor dimensione, era palpabile anche prima il Covid-19, che però ha costretto tutte le aziende a fare alcuni passi in avanti e a mostrare sia i risultati raggiunti che le difficoltà e i limiti riscontrati.

Va detto che, al di là della prontezza, la strada della digitalizzazione per le imprese italiane porta in ogni caso ad un aumento della competitività, ad una maggior produttività, ad una più elevata qualità dei processi e dei prodotti e, ancora, ad un monitoraggio costante delle attività. Le tecnologie a disposizione per fare tutto ciò, inoltre, sono molte ed in grado di toccare a 360° il “sistema azienda”, innovando potenzialmente ogni processo.
La trasformazione digitale delle aziende italiane in numeri
Data la portata del fenomeno, che come detto ha coinvolto praticamente tutte le imprese del Paese, è interessante farne una fotografia attraverso dati e numeri. Secondo il Rapporto Istat relativo all’anno 2020 le imprese che usano il web sono effettivamente sempre di più, ma le applicazioni digitali più evolute non sono ancora diffuse nelle PMI.

Questi investimenti, infatti, sembrano ancora relegati al mondo delle grandi aziende. Secondo l’Istat, arriva all’82% la quota di imprese con più di 10 dipendenti che adotta solo la metà (o anche meno) delle 12 tecnologie utilizzate a livello europeo per misurare il livello di digitalizzazione delle imprese. Solo il 15,5% delle imprese con più di 10 addetti ha provveduto ad erogare formazione in ambito ICT ai propri dipendenti, solo l’8% si avvale di dispositivi smart, robotica e big data e, infine, solo il 4,5% ricorre alla stampa 3D. La ricerca è stata svolta tra luglio ed agosto dello scorso anno, per cui è plausibile pensare che nel corso dei successivi mesi si sia assistito a qualche ulteriore cambiamento, soprattutto per alcuni tipi di tecnologie, come quelle dedicate alla vendita online.

Già nel 2020, in compenso, è stato possibile rilevare una forte crescita dell’utilizzo dei servizi in Cloud e dell’utilizzo di dispositivi portatili per lavoro. Possiamo dedurre, quindi, che anche Smart Working generalizzato, e talvolta forzato, introdotto nel mese di marzo dello scorso anno abbia effettivamente segnato la prima e più rapida risposta delle aziende in chiave digitale alla situazione contingente. Questo non significa che l’unica strada che porta alla trasformazione digitale delle PMI sia attraverso lo Smart Working. In realtà, le possibilità e le potenzialità delle innovazioni digitali in azienda vanno ben oltre l’abilitazione del lavoro da remoto. Ne è dimostrazione, ad esempio, la rapida crescita delle vendite online.
Le soluzioni digitali per le aziende
Tra i dati contenuti nel rapporto Istat emerge anche una certa correlazione tra il numero e la tipologia di soluzioni digitali adottate e le dimensioni e la complessità dell’azienda in questione. Alcune tecnologie, infatti, sembrano rimanere di interesse solo per le grandi realtà, ne sono un esempio l’utilizzo di robot nei reparti produttivi industriali e la stampa 3D.
I motivi possono essere ricondotti agli investimenti richiesti per lo sviluppo di certe tecnologie, ma anche all’eccessiva complessità che, invece, si scontra con il fatto che le PMI sono oggi solo all’inizio di un percorso di trasformazione digitale.
Per cui, mentre sono sempre più diffuse soluzioni come siti internet, strumenti per la fatturazione elettronica o la promozione online di servizi e prodotti, un vero e proprio sviluppo di tecnologie più avanzate dipende anche da fattori come la presenza di specialisti ICT, generalmente impiegati nelle realtà con più di 100 dipendenti.
L’innovazione a misura di PMI
Tutto ciò non significa che le PMI debbano rinunciare all’evoluzione in chiave digitale della propria realtà, anzi. Semmai è fondamentale che riescano a trovare il prodotto giusto, ovvero adeguato alle proprie necessità e coerente con la realtà in cui deve essere implementato. Proprio questo è il motivo per cui la Business Unit web e mobile di Klan.it offre un servizio finalizzato proprio allo studio e allo sviluppo di soluzioni su misura per i propri clienti, partendo da un concreto confronto con le realtà imprenditoriali interessate a questa opportunità.

Soprattutto per le PMI, è importante potersi affidare a competenze esterne, ricordando che la tecnologia è uno strumento fondamentale per la crescita di qualsiasi tipo di business. Il servizio che offre Klan.it è finalizzato allo sviluppo di infrastrutture IT adatte, scalabili e sicure, che si tratti di soluzioni on premise o in cloud.
Ne sono esempi applicazioni mobile o desktop per la gestione degli ordini, sistemi CRM e configuratori di offerte, intranet per la gestione delle informazioni aziendali al fine di facilitare lo smartworking, e via dicendo.
L’obiettivo è quello di ascoltare le vostre esigenze e progettare software integrabile con sistemi eterogenei, realizzando infrastrutture IT piccole ma pronte a scalare, in modo da rispondere nel modo più efficiente ed efficace possibile alle esigenze delle realtà imprenditoriali di oggi.



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